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8/13/2010

Wislawa Szymborska: amore a prima vista

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Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E' bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all'altra?

Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti

è solo un seguito

e il libro degli eventi

è sempre aperto a metà.

They're both convinced
that a sudden passion joined them.
Such certainty is beautiful,
but uncertainty is more beautiful still.
Since they'd never met before, they're sure
that there'd been nothing between them.
But what's the word from the streets, staircases, hallways --
perhaps they've passed each other a million times?

I want to ask them
if they don't remember --
a moment face to face
in some revolving door?
perhaps a "sorry" muttered in a crowd?
a curt "wrong number" caught in the receiver?
but I know the answer.
No, they don't remember
They'd be amazed to hear
that Chance has been toying with them
now for years.

Not quite ready yet
to become their Destiny,
it pushed them close, drove them apart,
it barred their path,
stifling a laugh,
and then leaped aside.

There were signs and signals,
even if they couldn't read them yet.
Perhaps three years ago
or just last Tuesday
a certain leaf fluttered
from one shoulder to another?

Something was dropped and then picked up.
Who knows, maybe the ball that vanished
into childhood's thicket?

There were doorknobs and doorbells
where one touch had covered another
beforehand.

Suitcases checked and standing side by side.
One night, perhaps, the same dream,
grown hazy by morning.

Every beginning
is only a sequel, after all,
and the book of events
is always open halfway through.

10/25/2009

Charles Simic NEGOZIO DI LIBRI USATI used book store

una cartolina di Cape Kennedy in Florida, una di Lecce Rione S.Rosa, una di Jan Saudek, e libri: morte a credito di Céline, il ballo del conte D'Orgel, il manuale di Paperinik = € 4.00
come è possibile distaccarsi dagli oggetti, così generosi in suggestioni...

NEGOZIO DI LIBRI USATI
Gli innamorati si tengono per mano in romanzi mai aperti
Manca la pagina con la ricetta di crema di cetrioli
Un uomo morto racconta che trascorse un’infanzia felice in campagna
E trasvolò in pallone sopra il lago Erie
All’improvviso un colpo d’aria mi chiude il suo libro
tra le mani,
mentre un filosofo domanda come sia possibile
sostenere la dottrina teologicamente ortodossa
dell’eterna punizione dei dannati.
Vediamo. Potrebbe esserci della sabbia tra le pagine
di una guida dell’Egitto o perfino una pulce morta
la quale una volta morsicò il sedere alla misteriosa
Abigail
che ha scarabocchiato per sfida il suo nome con una matita per gli occhi.

USED BOOK STORE
Lovers hold hands in never-opened novels.
The page with a recipe for cucumber soup is missing
A dead man writes of his happy childhood on a farm
Of riding in a balloon over Lake Erie.
A sudden draft shuts his book in my hand
While a philosopher asks how is it possible
To maintain the theologically orthodox doctrine
Of eternal punishment of the damned?
Let’s see.There may be sand among the pages
Of a travel guide to Egypt, or even a dead flea
That once bite the ass of the mysterious Abigail
Who scribbled her name teasingly with an eye pencil.



11/25/2008

Il finire del giorno


Lei gioca come una bambina
e penitenza è il gioco,
fantastico e selvaggio
perchè il finire del giorno
le mostra che qualcuno molto presto
uscirà dalla casa e le dirà -
sebbene il gioco sia giunto solo a mezzo -
"Entra, e smetti di giocare".
William B.Yeats

11/23/2008

io sono un simulacro SELF PORTRAIT AS A DROWNED WOMAN (omaggio a Paul Celan)




Nella notte tra il 19 e il 20 aprile 1970, a Parigi, Paul Celan conclude la sua vita gettandosi nella Senna dal Ponte Mirabeau. La moglie Gisèle il giorno dopo, recandosi nell'appartamento dove viveva il marito dopo la separazione, in Av. Zola, comprende quanto era successo ritrovando l'orologio da polso del poeta, e ricordandosi quanto lui le aveva detto qualche anno prima: che il giorno in cui, appunto, avesse trovato quell'orologio, sarebbe stata la prova della sua scomparsa, della morte di colui che aveva amato per trent'anni, dell'uomo che, appena tre mesi prima, in una delle ultime lettere a lei indirizzate, così le si era rivolto: "non abbandonare il nostro livello (solitario); ti sarà di nutrimento".

Corona (Paul Celan)
L'autunno mi bruca dalla mano la sua foglia:
siamo amici.
Noi sgusciamo il tempo dalle noci e gli apprendiamo a camminare:
lui ritorna nel guscio.
Nello specchio è domenica,nel sogno si dorme,
la bocca fa profezia. Il mio occhio scende al sesso dell'amata:
noi ci guardiamo,noi ci diciamo cose oscure,
noi ci amiamo come papavero e memoria,
noi dormiamo come vino nelle conchiglie,
come il mare nel raggio sanguigno della luna. Noi stiamo allacciati alla finestra, dalla strada ciguardano:
è tempo che si sappia!
È tempo che la pietra accetti di fiorire,
che l'affanno abbia un cuore che batte.
È tempo che sia tempo.
È tempo.

Nel 1988 Peter Greenaway girò un ipnotico cortometraggio intitolato "I morti della Senna". Era andato a frugare tra le carte di Monsieur Daude e Monsieur Bouille, impiegati della morgue parigina che annotarono nomi, professione, effetti personali, abbigliamento, probabili cause del suicidio relative a 300 cadaveri ripescati dal 1795 al 1801. Il regista di "Drowing By Numbers", di "The Falls", di "Lo zoo di Venere" – rispettivamente: annegamenti, collisioni fatali con volatili, putrefazione – sceglie trenta casi, stende gli attori sul marmo, ne perlustra i corpi con la macchina da presa, mentre la voce fuori campo si concede qualche commento ironico, giacché la morte (come ogni cosa seria e irrimediabile) va maneggiata con il dovuto distacco. Gli aveva suggerito l'idea "L'autoritratto da annegato" messo in mostra nel 1840 dal pioniere della fotografia Hippolyte Bayard (intendeva protestare contro il rivale Daguerre, che si era attribuito il merito dell'invenzione).
"Questo che vedete è il cadavere di Bayard inventore del procedimento che avete appena conosciuto e di cui finirete con l'apprezzare i meravigliosi risultati. Ebbe molti riconoscimenti ma nemmeno una lira. Il governo, che ha fatto anche troppo per Daguerre, ha detto di non poter fare nulla per Bayard, che si è gettato in acqua per la disperazione. Oh, umana inconstanza! artisti, scienziati e giornalisti non vanno nemmeno a riconoscerlo all'obitorio, e nessuno lo reclama. Passiamo avanti... per non offenderci l'olfatto: avrete infatti notato che questo signore comincia a puzzare...."

1/03/2008

Oggi ho guardato il cielo sopra Berlino









(Elogio dell’infanzia, di Peter Handke)- Song of childhood -
Quando il bambino era bambino,camminava con le braccia ciondoloni,voleva che il ruscello fosse un fiume,il fiume un torrente e questa pozzanghera il mare.
Quando il bambino era bambino,non sapeva di essere un bambino,per lui tutto aveva un’anima e tutte le anime erano un tutt’uno.
Quando il bambino era bambino non aveva opinioni su nulla,non aveva abitudini,sedeva spesso con le gambe incrociate,e di colpo si metteva a correre,aveva un vortice tra i capelli e non faceva facce da fotografo.
Quando il bambino era bambino,era l’epoca di queste domande:perché io sono io, e perché non sei tu? perché sono qui, e perché non sono lì? quando comincia il tempo, e dove finisce lo spazio?la vita sotto il sole è forse solo un sogno? non è solo l’apparenza di un mondo davanti al mondo quello che vedo, sento e odoro? c’è veramente il male e gente veramente cattiva? come può essere che io, che sono io, non c’ero prima di diventare, e che, una volta, io, che sono io,non sarò più quello che sono?
Quando il bambino era bambino,si strozzava con gli spinaci, i piselli, il riso al latte,e con il cavolfiore bollito,e adesso mangia tutto questo, e non solo per necessità.
Quando il bambino era bambino,una volta si svegliò in un letto sconosciuto,e adesso questo gli succede sempre.Molte persone gli sembravano belle,e adesso questo gli succede solo in qualche raro caso di fortuna.
Si immaginava chiaramente il Paradiso,e adesso riesce appena a sospettarlo,non riusciva a immaginarsi il nulla, e oggi trema alla sua idea.
Quando il bambino era bambino,giocava con entusiasmo,e, adesso, è tutto immerso nella cosa come allora,soltanto quando questa cosa è il suo lavoro.
Quando il bambino era bambino,per nutrirsi gli bastavano pane e mela,ed è ancora così.
Quando il bambino era bambino,le bacche gli cadevano in mano come solo le bacche sanno cadere,ed è ancora così,le noci fresche gli raspavano la lingua,ed è ancora così,a ogni monte,sentiva nostalgia per una montagna ancora più alta,e in ogni città,sentiva nostalgia per una città ancora più grande,ed è ancora così,sulla cima di un albero prendeva le ciliegie tutto euforico,com’è ancora oggi,aveva timore davanti a ogni estraneo,e continua ad averlo,aspettava la prima neve,e continua ad aspettarla.
Quando il bambino era bambino,lanciava contro l’albero un bastone come fosse una lancia,che ancora continua a vibrare.




12/12/2007

foglie morte - Nazim Hikmet



Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto, quel giorno, una buona notizia
soprattutto se il cuore, quel giorno, non mi fa male
soprattutto se credo, quel giorno, che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno mi sento d’accordo con gli uomini e con me stesso
veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali, dei viali d’ippocastani.
autumn leaves (Millais)

8/19/2007

Wislawa Szymborska - Qualche parola sull'anima

Szymborska - Qualche parola sull'anima

L’anima la si ha ogni tanto,nessuno la ha di continuo, per sempre.
Giorno dopo giorno,anno dopo anno,possono passare senza di lei.
A volte nidifica un po’ piu’ a lungo,sole in estasi e paura dell’infanzia,
a volte solo nello stupore dell’essere vecchi.
Di rado ci da' una mano in occupazioni faticose,
come spostare mobili, portare valige
o percorrere le strade con scarpe strette,
quando si compilano moduli,si trita la carne,
di regola ha il suo giorno libero.
Su mille nostre conversazioni partecipa ad una,
ed anche a questo non necessariamente,
poiche’ preferisce il silenzio,
quando il corpo comincia a dolerci e dolerci,
smonta di turno, alla chetichella,
e’ schifiltosa,
non le piace vederci nella folla,
il nostro lottare per un vantaggio qualunque
e lo strepito degli affari, la disgusta,
gioia e tristezza non sono per lei due sentimenti diversi,
e’ presente accanto a noi solo quando essi sono uniti.
Possiamo contare su di lei
quando non siamo sicuri di niente e curiosi di tutto,
tra gli oggetti materiali le piacciono gli orologi a pendolo e gli specchi,
che lavorano con zelo anche quando nessuno guarda.
Non dice da dove viene e quando sparira’ di nuovo,
ma aspetta chiaramente simili domande.
Si direbbe che
cosi’ come lei a noi,
anche noi siamo necessari a lei,
per qualcosa.

5/31/2007

valigie appaiate nel deposito bagagli



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Ma che diranno mai le strade, le scale, i corridoi
nei quali da tempo han potuto incrociarsi?
Vorrei chieder loro se per caso ricordano
-forse una volta tra le porte girevoli
un faccia a faccia?
un qualche "scusi" nella calca?
l'eco di un "ha sbagliato" al telefono?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Grande sarebbe la sorpresa,
a saper che ormai da tempo
li ha presi in giro il caso.
Pronto non era ancora
a mutar per loro in sorte,
li ha tenuti vicini e poi lontani,
gli ha sbarrato la strada e
soffocando il riso
con un salto si è fatto da parte.
Furono segni, segnali,
ben poco importa se oscuri.
Forse tre anni or sono
oppure il martedì recente
non volò via quella piccola foglia
di spalla in spalla?
Qualcosa venne perso e qualcosa raccolto....
Furono maniglie e campanelli,
su cui di buon'ora
il tocco si posò sul tocco.
Valigie appaiate nel deposito bagagli.
Fu forse un sogno uguale nella notte,
scomparso d'improvviso col risveglio.

W. Szymborska, Amore a prima vista