E l’arte? questa parola così pomposa che promette un pezzo di eternità; forse dovrebbe essere piuttosto un’umile cosa, una forma tra le tante di maniacalità.
(Ermanno Cavazzoni - il limbo delle fantasticazioni)
... Siamo andati tutti nelle camerate e dopo un po' è tornato il silenzio del pomeriggio, quando si sentono i frigoriferi ronzare, le pompe dell'aqua pompare, i rubinetti perdere nei bagni, le porte cigolare nei corridoi, i gelati gelare nei chioschi, le ruote dei treni rotolare sui binari, i freni fischiare, i fili della luce parlare fra di loro. Stavamo stesi, ognuno nel suo letto, stesi sopra le lenzuola perchè faceva caldo, a guardare le mosche che pattinavano intorno ai lampadari spenti. Le persiane non del tutto abbassate, perchè Robertino ha paura del buio, facevano passare dei gessetti di luce tratteggiata, che se li guardi bene si muovono, vibrano, come in un film la pellicola... Insomma, faceva caldo e dopo un po' pareva di stare in una serra, dove noi per un momento ce ne stavamo fermi a fare tutti la stessa cosa: crescere