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10/09/2009

Potremmo scrivere al compagno Krushev chiedendogli di mandare una donna nello spazio




Valentina Tereshkova
Laika

Due donne nello spazio, alla ricerca loro malgrado di un'orbita parallela
là dove chiunque vorrebbe spedire i propri happy days...
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perchè amo BUZZATI
1957. La cagnetta Laika è lanciata nello spazio. Dino Buzzati scrive...

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Ci affidiamo a questo articolo, d'annata, di Dino Buzzati. Qui, lo scrittore risponde a un letterato che immaginava una Laika tutta contenta di.. "fare la pipì su una stella".

Illustre signor De Madariaga,
abbiamo letto, col piacere che può dare l'ingegnoso ed elegante scherzo di un gran signore della cultura europea qual è lei, l'elzeviro pubblicato martedì scorso dal 'Corriere della Sera', nel quale s'immagina un dialogo fra la cagnetta Laika chiusa nel satellite in volo e un'oscura cagnetta britannica… Laika non trova crudele che gli uomini l'abbiano scaraventata in cielo con lo sputnik, anzi se ne compiace altamente e si sente presa nella parte di pioniere…
Ebbene, illustre De Madariaga, con tutta la considerazione che lei merita, ho il sospetto che lei stavolta si sia lasciato un po' prendere la mano dalla letteratura…
Immaginare, come fa lei, che il tremendo compito assegnatole inorgoglisse ed esaltasse Laika, è sinonimo di assurdo.
Laika felice di esplorare gli spazi per prima? Laika ebbra di velocità? Laika soddisfatta di "non fare nessuno sforzo per respirare"? Laika compiaciuta del perfetto battito cardiaco?..
Ma nessuno venne, nessuna mano le accarezzò le gola, i suoi lamenti non furono percepiti dai perfetti apparecchi degli osservatori sovietici. Dio solamente li udì, povera bestiola. Altro che cupidigia della scienza!
Del resto… le è sfuggita, proprio alla chiusura dell'articolo, una svista sintomatica. Niente di grave, intendiamoci. Un infortunio zoologico di minuscola rilevanza.
Là dove la "sua" Laika dice: "Pensa, una cane che per anni si è contentato di alzare la zampa posteriore contro un lampione a gas ora può far lo stesso contro una vera stella!"
L'immagine è brillante e patetica… Ma purtroppo è sbagliata. Mai, in vita sua, la cagnetta Laika alzò una zampa contro lampioni, muri o prati. Occorre forse aggiungere il perché?

Dino Buzzati, "Corriere dell'Informazione", 16-17 novembre 1957

10/01/2009

"in quel preciso momento" un libro fu acquistato alla libreria Atalante di Milano

da "Gruppo fotografico" racconto breve di D.Buzzati

Rappresenta le allieve della seconda classe al Collegio Cesarini riunite nel cortile. La vecchia l’ha trovato per caso in fondo ad un cassetto. E si diverte a esaminarlo. C’è anche lei, naturalmente, in prima fila, con le trecce. Le sue compagne! Credeva di averle perdute per sempre e invece eccole là tra le sue mani, disposte in tre file, scalarmente, e non possono fuggire.

“Sentiamo tu, lassù a destra, la prima, in piedi sulla sedia. Ah, sei tu, Ada, sì tu, dimmi: perché sorridi?”
“Non saprei, signora. Perché sorrido? Ma tutte sorridiamo, tutti sorridono quando ci si fa la fotografia”.
...
“E tu, Robertina, perché sorridi? Anche a te pare così buffo?
“Non so.. ma sempre nelle fotografie bisogna sorridere, l’ho sentito dire.. Forse è per dare più buona impressione. Gi altri, vedendo, penseranno che si è felici e contente. ìnsomma se si hanno dei dispiaceri è meglio tenerseli per sé... »
« I dispiaceri, i dispiaceri, che parola grossa. E tu, Lucietta, mi sapresti rispondere: perché sorridi? »
« Se vuoi proprio saperlo, signora, mi è venuto da ridere pensando alle orecchie della Paola, quella che è in terza... Sa? Noi ci abbiamo fatto l'abitudine, ma chissà come verranno fuori in fotografia quelle due ventole... « Sorridete tutte per poco, a quanto pare. E tu, bella Cristina, mi vuoi dire perché sorridi? »
« O Signora, qui c'è la Franca che mi scherza...

« E tu, Maddalena, contessina, se non sbaglio, sorridi o non sorridi? »
« Eh, mi guardi, signora, deve giudicare lei se sorrido... »
« Non vedo, c'è una macchiolina che ti nasconde proprio la bocca... »
« La cancelli, signora. Cosi vedrà se sorrido o no. »
« Non si può cancellare, avrà almeno cinquant'anni questa macchiolina... quasi vecchia come me... perché io sono vecchia... E allora, coraggio bambine..., non mi avete ancora riconosciuta? »
« La nuova direttrice? »
« Macché direttrice! Una di voi sono. La Luisa sono! Non le assomiglio proprio niente?... Sono la Luisa, ecco, e mi ricordo di tutte voi... Sorridete? Ah, sorridete?... Ma lo sapete o no quante di voi sono ancora vive oggi?...
C'è qualcuna che lo vuoi sapere?... Tacete? Avete dunque paura di saperlo?... Ve lo dirò allora............."
CONTINUA