When in my collages animals and children are "lead actors", I would like to allude and speak about an uncontaminated world, spontaneous and pure, but also concealing a slice of unknown and threatening , a sensation of subtle discomfort, which remains in adulthood, a part of ourselves misunderstood and separate. What about the technique? first in my life I am fond to collage but lately the monotype won me because even more unpredictable in outcome, I love the unexpected specks... which allude and emphasizes imperfections of life and at the same time underlines that we are fully in this life, that we are not dreaming as it would seem at first sight...
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1/05/2017
ear my rabbit
Fanciullo gli pareva che l'infelicità venisse dalla malvagità, e sentiva sdegno contro i malvagi, e dolore della virtù sventurata. Ma ora nella sua tristezza, non è più scintilla d'ira, e la vita non gli par più degna di esser contesa, perché sono infelici tutti, schiavi e tiranni, oppressi e oppressori, buoni e cattivi. Fanciullo aveva malanimo contro gli sciocchi e gl'ignoranti, e ora cerca di confondersi con loro, e tiene con ambe le mani afferrati gli ultimi avanzi della fanciullezza, quando sperava e sognava felicità e sperando e sognando la godeva. E quel tempo è passato, e non tornerà più certo mai più. "insieme colla fanciullezza è finito il mondo e la vita per me, e per tutti quelli che pensano e sentono; sicché non vivono fino alla morte, se non quei molti che restano fanciulli tutta la vita". Giacomo Leopardi
9/19/2016
11/18/2014
L'avresti immaginato... nella grotta c'è luce
«L'adulto sensibile sa che il mistero della sua vita riposa nella lontana infanzia: regione di trasalimenti, di scoperte oscure e veementi. Tenere, tenere, tenere stretto fino alla morte ciò che hai amato anche un solo mattino, significa bisogno supremo di fedeltà, ostinato principio che si oppone ai tanti tradimenti, come pure alle futili dilapidazioni dell'esistenza, o a qualunque malinconica evocazione della giovinezza finita colpendo il centro indifeso della memoria, là dove pullula di verità e di luce». (Michele Mari, Tu, sanguinosa infanzia)
8/12/2014
what's wrong with me?
11/05/2013
balançoire
«la conoscenza del reale è una luce che proietta sempre da qualche parte delle ombre»
«La connaissance du réel est une lumière qui projette toujours quelque part des ombres.» Gaston Bachelard
«La connaissance du réel est une lumière qui projette toujours quelque part des ombres.» Gaston Bachelard
7/01/2013
6/26/2013
6/25/2013
Don't forget
Il silenzio attende. Il silenzio, la più fedele cosa che in vita m’abbia allacciato. Più grande di me, via via ch’io crescevo anch’esso cresceva, sempre pareva volesse ascoltarmi e tacevamo insieme, ed ancora io mi ritrovavo uguale fra le sue braccia, senza statura, senza età, creata dal silenzio stesso, forse, per un suo desiderio immutabile, o forse non mai nata, larva ch’esso proteggeva. Ancora una volta sono sola, sono lontana, e tutto intorno tace.
Sibilla Aleramo
il passaggio – pag. 9 Feltrinelli
6/17/2013
E' tanto che ti aspetto!
Quand'ero bambino, se in collegio mi capitava di sentirmi molto infelice, smettevo di studiare e andavo fino a un certo corridoio dove c'era una finestrella. Giù, a quell'ora, in un cortile buio, accendevano un lampione, e io contemplavo più a lungo che potevo quella piccola fiamma verde, immobile. Non posso dirvi quanta pace, quanto conforto mi dava. Quel corridoio aveva un odore d'inchiostro, di polvere e di gesso che a volte credo di respirare ancora. Mai niente, da allora, mi ha dato una sensazione analoga di tenerezza e di mistero.
Irène Némirovsky . Due – pag. 193
Irène Némirovsky . Due – pag. 193
4/26/2013
Aspetta! Gridò Max Demian
I have an invisible mark on me, like Cain, that indicates that I'm a seeker. I have been and still am a seeker, but I have ceased to
question stars and books; I have begun to listen to the teachings my
blood whispers to me.
We all share the same origin, our mothers; all of us come in at the same door. But each of us--experiments of the depths--strive toward his own destiny. We can understand one another; but each of us is able to interpret himself to himself alone
(Demian - Hermann Hesse)
We all share the same origin, our mothers; all of us come in at the same door. But each of us--experiments of the depths--strive toward his own destiny. We can understand one another; but each of us is able to interpret himself to himself alone
(Demian - Hermann Hesse)
6/15/2012
nati uguali
Across Europe millions of sows are suffering in silence. They are spending almost their entire lives in cramped, barren sow stalls and this cruelty has to end.
sign the petition
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6/12/2012
Ti ricordi mio piccolo Paul?
"Bisogna vivere, andare in Cina, non sposarsi, mio piccolo Paul! Vestirsi come si vuole e scolpire, montare a cavallo e morire. All'erta, vado all'attacco... Ti ricordi La chanson de Roland? Dalli ai cristiani!"
Camille Claudel
11/03/2011
studio per una prospettiva su De Chirico (alla maniera del Prof. Pinciroli)
Il vero realismo consiste nel rappresentare le cose sorprendenti nascoste sotto il velo dell’abitudine e che non sappiamo più vedere. Il nostro nome non ha più forma umana. Ma a volte succede che la voce di un fattorino che in un corridoio d’albergo scandisce il nostro nome, la richiesta di una cassiera, le risa di un gruppo di scolari che se ne fanno beffe in classe, strappino il velo e scoprano nuovamente questo nome, staccato da noi, solitario e singolare come un oggetto sconosciuto.
Una poltrona Luigi XVI ci colpisce davanti al negozio dell’antiquario, incatenata al marciapiede. “Che strano animale! E’ una poltrona Luigi XVI”. In un salotto non l’avremmo mai vista. De Chirico ci mostra la realtà spaesandola. E’ uno spaesaggista. Le circostanze sorprendenti in cui colloca una casa, un uovo, un guanto di gomma, una testa di gesso, rimuovono il velo dell’abitudine, fanno cadere questi oggetti dal cielo come un aviatore caduto tra i selvaggi. De Chirico dona all’oggetto il valore di una divinità.
Jean Cocteau – il mistero laico (uno studio su De Chirico)
Una poltrona Luigi XVI ci colpisce davanti al negozio dell’antiquario, incatenata al marciapiede. “Che strano animale! E’ una poltrona Luigi XVI”. In un salotto non l’avremmo mai vista. De Chirico ci mostra la realtà spaesandola. E’ uno spaesaggista. Le circostanze sorprendenti in cui colloca una casa, un uovo, un guanto di gomma, una testa di gesso, rimuovono il velo dell’abitudine, fanno cadere questi oggetti dal cielo come un aviatore caduto tra i selvaggi. De Chirico dona all’oggetto il valore di una divinità.
Jean Cocteau – il mistero laico (uno studio su De Chirico)
9/19/2011
seize the fleeting moment
(…) Ora, la speranza è da tempo considerata, dalla scienza psichiatrica più avvertita, come un disturbo mentale caratteristico dei grandi agglomerati, e fa parte di un sistema di demenza, che include la Storia, il Passato, la Fede, la Bellezza e altre manifestazioni di follia in genere mite; la speranza non è una follia mite, e chi ne cade preda, talora diventa pericoloso a se e agli altri, giacché egli si propone, da solo o in gruppo, di produrre un futuro, che come ognuno sa, è già stato prodotto, anche se viene tenuto occulto. (…)
[da “Centuria” di Giorgio Manganelli - Ed. Adelphi]
[da “Centuria” di Giorgio Manganelli - Ed. Adelphi]
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4/27/2011
4/22/2011
12/30/2010
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