6/17/2007

Bologna, Via Zamboni 33


Percorrendo la via Zamboni, a sinistra uscendo dalla stazione di Bologna, superando il giardino botanico e attraversando la strada, si arriva a Palazzo Poggi, al civico 33, sede di alcuni Musei dell'Università di Bologna.
A proposito, e' terminato il restauro dell'Archiginnasio, l'impressionante Teatro Anatomico ove si sezionavano i cadaveri durante le lezioni di medicina e anatomia. Ci andiamo?
Ma non divaghiamo. I Musei di Palazzo Poggi, ospitati presso la sede centrale dell'Università, raccolgono la parte più considerevole degli antichi laboratori settecenteschi bolognesi: il Museo delle Navi e delle Antiche Carte Geografiche, la Camera di Architettura Militare ed il Museo Ostetrico G.A.Galli, la Specola e il Museo di Astronomia e nel Palazzo sono ospitati inoltre il Museo Indiano ed il Museo Storico dello Studio.

Museo di Ulisse Aldrovandi. La raccolta aldrovandiana si impone su tutte le altre collezioni dell'epoca per la scientificità del metodo e per l'utilizzazione della pratica artistica nell'osservazione e nella riproduzione dal vivo del mondo della natura.Restano circa tremila tavole illustrate a documentare questo affascinante cammino.

Museo di Anatomia Umana Normale. Ospita la Collezione prestigiosa dei coniugi Anna Morandi e Giovanni Manzolini, che si occuparono principalmente dello studio degli organi di senso.
la “Statua di donna giacente”, detta Venerina, di Clemente Susini, il cui tronco è formato da più parti amovibili raffiguranti gli organi interni, contribuì alla definizione di un nuovo linguaggio plastico-anatomico. le preparazioni bolognesi erano modellate a partire dallo scheletro naturale, mentre i ceroplasti fiorentini utilizzavano solamente la cera rinforzata da sostegni in ferro.

Venerina, per non commuovermi penso al gioco dell'Allegro Chirurgo....

Museo Ostetrico "Giovan Antonio Galli"Il Museo, costituito da tavole anatomiche, modelli d'argilla e strumenti chirurgici, fu ideato dal medico bolognese Giovan Antonio Galli (1708-1782) per istruire levatrici e chirurghi. La collezione acquistata dal pontefice Benedetto XIV per la somma di mille scudi, venne donata all'Istituto delle Scienze nel 1757.


Ercole Lelli e sua moglie, anatomisti e ceroplasti bolognesi furono incaricati nel 1742 da Papa Benedetto XIV di rappresentare la miologia e osteologia umana, il lavoro prevedeva la modellazione in cera di otto statue a figura intera, una trentina di tavole per la rappresentazione dei muscoli e venti tavole osteologiche.
memento mori...

Eva con la foglia di fico....

Un breve tempo gli occhi sopravvivono, un breve tempo resistono le lacrime e ci deridono.. T.S.Eliot

Adamo

Va ricordato che le cere bolognesi del Settecento sono i più antichi modelli plastici conosciuti di anatomia.

Con una scala a chiocciola si raggiunge il Museo della Specola e Museo di Astronomia La Specola, luogo anticamente usato per le osservazioni astronomiche, ospita in alcuni suoi ambienti il Museo di Astronomia e in esso si possono ammirare i più importanti strumenti di cui si servirono gli astronomi bolognese dal 1704 ai primi dell'Ottocento.
La sala Meridiana, costruita nel 1727, venne progettata per rendere eseguibili con la massima cura ed il minore disagio possibile le osservazioni degli astri al passaggio in meridiano

I viaggi compiuti dai grandi navigatori tra XV e XVIII secolo e le scoperte di nuovi mondi rivoluzionarono la visione della Terra.Il Mediterraneo non è più al centro del mondo, si aprono nuovi orizzonti ... Affascinante carta del 1500 riguardante le terre conquistate, su pelle di pecora

Nel percorrere la scala a chiocciola che porta alla sommità della torre, si può osservare il percorso dell’esperienza che Gian Battista Guglielmini effettuò nel 1790 per misurare la deviazione dalla verticale dei corpi in caduta libera, fornendo così la prima verifica diretta della rotazione terrestre.
Sulla torretta, furono effettuati i primi esperimenti in Europa sulla natura elettrica del fulmine dall'astronomo abate Petronio Matteucci e dal medico Giuseppe Veratti.
Cara B., sei bellissima anche da qui.....


Nella più sfacciata tradizione bolognese non può mancare un piatto di tortellini di zucca....e una bottiglia di vino rosso....fermo....




4 commenti:

Anonimo ha detto...

adoro questo blogghetto

clochart ha detto...

solo perchè è rilegato in quinterni cuciti con filo di spuma del mare, copertina rigida mordicchiata ricoperta di gesti impacciati con titolo in sogni d'oro zecchino sul dorso, circondato da cuscini di velluto a forma di vento?

Ale ha detto...

Ti ho trovato proprio grazie a questo post perchè sto preparando un dettagliato power point proprio su questi musei per il mio esame di Museologia!le hai scattate te le foto?di dove sei?
Beh' complimenti:)
(incluso per i tortellini anche se preferisco i TORTELLI di zucca e il vino;):))

clochart ha detto...

Anch'io preferisco i tortelli di zucca. gli altri sono un ricordod'infanzia, di zie anzi ar'sdore con vestiti e foulard con fondo nero e piccole fantasie bianche.... I miei genitori sono della prov. di ferrara... ma io sono nata a milano e purtroppo ci vivo... Amo bologna, o forse il suo ricordo, comunque ha un effetto devastante su di me...praticamente sindrome di stoccolma... pari a trieste... città cariche di significato, per squinternati e disadattati... e di questi tempi essere disadattati e non allineati forse è un complimento... Le foto le ho fatte io (forse esclusa la faccia di Adamo non ricordo...) Museo magico e unico... Buona preparazione...in bocca al lupo!