5/12/2013
4/26/2013
Aspetta! Gridò Max Demian
I have an invisible mark on me, like Cain, that indicates that I'm a seeker. I have been and still am a seeker, but I have ceased to
question stars and books; I have begun to listen to the teachings my
blood whispers to me.
We all share the same origin, our mothers; all of us come in at the same door. But each of us--experiments of the depths--strive toward his own destiny. We can understand one another; but each of us is able to interpret himself to himself alone
(Demian - Hermann Hesse)
We all share the same origin, our mothers; all of us come in at the same door. But each of us--experiments of the depths--strive toward his own destiny. We can understand one another; but each of us is able to interpret himself to himself alone
(Demian - Hermann Hesse)
Un momento! Gridò Pistorius
Tutto ciò che mi avvenne dopo quel giorno fu doloroso. Ma talvolta, quando trovo la chiave scendo dentro di me, dove le visioni del destino dormono nello specchio buio...basta che mi chini sopra questo specchio per vedere la mia propria immagine....
Demian . Hermann Hesse
"sometimes when I find the key and climb deep into myself where the images of fate lie aslumber in the dark mirror, I need only bend over that dark mirror to behold my own image..."
Demian . Hermann Hesse
"sometimes when I find the key and climb deep into myself where the images of fate lie aslumber in the dark mirror, I need only bend over that dark mirror to behold my own image..."
4/11/2013
Figli dell'art brut
Mi piacciono molto le vite e biografie di artiste e artisti e leggendo della bella mostra BORDERLINE in corso al MAR di Ravenna che terminerà a metà giugno 2013
http://www.turismo.ra.it/ita/Eventi/Manifestazioni-e-iniziative/Mostre/Borderline
ho avuto l'occasione di approfondire anzi di conoscere la storia di Carlo Zinelli . Nella biografia raccontata sul sito della fondazione omonima
http://www.carlozinelli.it/it/paginabase.html
mi ha colpito la ricorrenza di una frase che ho già visto adoperata per definire un artista dell'"arte irregolare" e che dà molto senso alla sua storia, messa in coda alla cronologia degli eventi scarni e appuntiti che caratterizzano la sua vita.
Carlo Zinelli, un grande artista che, se non avesse "incontrato" la malattia forse non avrebbe mai pitturato, essa lo ha reso "libero" di esprimersi.
Carlo è uno di quei casi al quale la terapia dell'arte ha vinto sulla terapia della medicina.
Tutte le volte che riscontro un collegamento così esplicito alle vicende della vita collegate all'espressione artistica si rafforza in me la convinzione che l'arte non nasca dalla gioia, anche se vedo il "riconoscersi" artista come fonte di arricchimento ineguagliabile, come risarcimento e crescita personale.
Nonchè la "pazzia" come indipendenza e di conseguenza la pazzia in arte come involontaria emancipazione dai condizonamenti e dai calcoli del commercio.
http://www.turismo.ra.it/ita/Eventi/Manifestazioni-e-iniziative/Mostre/Borderline
ho avuto l'occasione di approfondire anzi di conoscere la storia di Carlo Zinelli . Nella biografia raccontata sul sito della fondazione omonima
http://www.carlozinelli.it/it/paginabase.html
mi ha colpito la ricorrenza di una frase che ho già visto adoperata per definire un artista dell'"arte irregolare" e che dà molto senso alla sua storia, messa in coda alla cronologia degli eventi scarni e appuntiti che caratterizzano la sua vita.
Carlo Zinelli, un grande artista che, se non avesse "incontrato" la malattia forse non avrebbe mai pitturato, essa lo ha reso "libero" di esprimersi.
Carlo è uno di quei casi al quale la terapia dell'arte ha vinto sulla terapia della medicina.
Tutte le volte che riscontro un collegamento così esplicito alle vicende della vita collegate all'espressione artistica si rafforza in me la convinzione che l'arte non nasca dalla gioia, anche se vedo il "riconoscersi" artista come fonte di arricchimento ineguagliabile, come risarcimento e crescita personale.
Nonchè la "pazzia" come indipendenza e di conseguenza la pazzia in arte come involontaria emancipazione dai condizonamenti e dai calcoli del commercio.
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4/07/2013
1/05/2013
1/02/2013
1/01/2013
12/30/2012
La ragazza interrotta
Se guardavo solo un quadrato bianco andava tutto bene, ma
era difficile ignorare i quadrati neri che circondavano quelli bianchi. Quel
contrasto me lo sentivo sulla pelle. Mi veniva sempre il prurito in gelateria.
Il pavimento significava Si, No, Questo, Quello, Sopra, Sotto, Giorno,
Notte. Tutte le indecisioni e gli opposti,
già abbastanza sgradevoli nella vita senza bisogno che qualcuno te li
sciorinasse sul pavimento.
Susanna Kaysen – La ragazza interrotta
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12/29/2012
10/16/2012
alzarsi in volo, contro l'obesità della tele-obiettività
Marcel Duchamp -----------> l'urgenza di un'arte extraretinica
Da Vinci --------------> arte = cosa mentale
10/15/2012
La regione del silenzio dei silenzi
Nella nostra alienazione "normale" dell'essere, una persona che sia pericolosamente consapevole del non-essere di ciò che noi scambiamo per essere (gli pseudo-bisogni, gli pseudo-valori, la pseudo-realtà di quell'endemico inganno delle opinioni sulla vita, la morte ecc.) ci fornisce, nell'epoca in cui viviamo quegli atti creativi che noi dsprezziamo e di cui abbiamo estremo bisogno. Le parole di una composizione poetica, i suoni in movimento, il ritmo che scandisce lo spazio, sono tentativi di ricuperare un significato personale , e rinchiuderlo in un tempo ed in uno spazio personali, al di fuori degli spettacoli e dei suoni di un mondo spersonalizzato e disumanizzato; sono teste di ponte gettate in territorio nemico, sono atti insurrezionali. La loro sorgente è quel Silenzio che c'è al centro di ognuno di noi. In qualsiasi momento o luogo una tale costellazione sonora o spaziale si stabilisce nel mondo esterno, la forza che essa racchiude genera nuove linee di forza i cui effetti si avvertono per secoli. Il soffio creativo "viene da una regione dell'uomo in cui l'uomo non può discendere neppure se Virgilio stesso lo accompagna, perchè Virgilio non potrebbe scendere fin là" (The Journals of Jean Cocteau, 1964). Questa regione, la regione del nulla, del silenzio dei silenzi, è essa l'origine: noi dimentichiamo che siamo là interamente ed in ogni momento Non c'è da stupirsi che questi arabeschi che misteriosamente materializzano verità matematiche cui pochissimi possono spingere lo sguardo, così belli e raffinati come sono, siano l'annaspare di un uomo che sta per annegare. La creazione ex nihilo (dal nulla) è stata giudicata impossibile persino a Dio, ma noi ci occupiamo di miracoli. Dobbiamo udire, come dice Lorca, la musica dalle chitarre di Braque. Per un uomo alienato dalla propria sorgente interiore, la creazione nasce dalla disperazione e finisce nel fallimento; ma quest'uomo non ha percorso la via che conduce alla fine del tempo e dello spazio, alla fine dell'oscurità e della luce: non sa che dove tutte queste cose finiscono, proprio là esse incominciano.
(R.D.Laing - la politica dell'esperienza)
(R.D.Laing - la politica dell'esperienza)
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viaggiatori dell'anima
aggettivo qualificativo
Da piccola sedimentavo emozioni nei cassetti e tra le pagine di vecchi quaderni accumulando e assemblando cose trovate per terra, oggetti, biglietti e ritagli "significativi"; la scoperta della mail art nel 1988 è stata per me il modo di far circolare ciò che rimaneva "silenzioso nell'intercapedine del vissuto" tra persone "compatibili" e gioire delle loro elaborazioni. Oggi quelle cose posso chiamarle multipli, libri d'artista, collages, ma sono sempre contenitori di un imprinting primordiale con l'aggiunta di un riverbero più o meno poetico più o meno ironico, più o meno caustico, la digestione del presente. La parola artista non si è mai legata al suo doppio in vetrina, (anzi le opere nelle cornici e sui piedistalli mi hanno paradossalmente tenuto per più tempo lontana dall'arte e dalla storia dell'arte in senso più ampio) si, la parola artista per quanto mi riguarda rimane un aggettivo qualificativo e manufatturiero (come negli USA forse è per artist) come "biondo", "solitario", "nuvoloso".....
Viaggio
Nel nostro viaggio la direzione che dobbiamo prendere è quella di indietro e dentro, perchè fu andando all'indietro che noi cominciammo ad andare sempre più in basso e fuori di noi Ci diranno che siamo dei regrediti, rinchiusi in noi stessi e privi di contatti con loro. Vero è che abbiamo da percorrere molta strada all'indietro per rientrare in contatto con quella realtà con la qual tutti non abbiamo più contatti da molto tempo.(Basta non voler tenere gli occhi chiusi per accorgersi che il "trattamento" (elettroshock, tranquillanti, congelamento, talvolta anche la psicanalisi) consiste in vari modi di arrestare lo svolgimento di questa sequenza). Ma non si capisce che in questo viaggio essere curati non è ciò di cui abbiamo bisogno, è esso stesso un mezzo naturale per guarire il nostro spaventoso stato di alienazione, chiamato normalità. E poichè si tratta di persone umane, sollecite, che ci vogliono bene, e hanno tanta paura, si daranno da fare per curarci. Può darsi che ci riescano ma c'è ancora speranza che falliscano.
R.D. Laing la politica dell'esperienza
il Viaggio - Claudio Lolli
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viaggiatori dell'anima
10/03/2012
Sei un pittore della domenica, questo lo sa fare anche il mio nipotino, vedo solo pezzi di carta, vi sembra arte questa?
Difficile slegarsi dalla tradizione magnificente e pittorica dei nostri antenati artisti illustri, ma tutto cambia quando si scopre che l'arte è lunga e la vita è breve e i predecessori degli ottimi predellini per salirci sopra e guardare lontano....senza cancellare il passato ma con grande gioia, gioco e ispirazione per la propria espressività. Un modo per avvicinarsi all'arte per scoprire irrimediabilmente di amarla è tutta una sottrazione di orpelli: togliere ciò che si osserva dalla cornice, dal piedistallo o da sotto un riflettore......:-) e togliere anche i critici d'arte, le classifiche, le quotazioni, le etichette......e le interiezioni "pittore-della-domenica!" o "questo-lo-so-fare-anch'io!"...........
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