5/17/2008

Martha, Renée e l'imminente scomparsa del piacere
























Pierre Bonnard (1867-1947) è stato a suo modo un isofferente dell'era vittoriana, leggero come gli impressionisti, lirico come Rothko, dalla pittura apparentemente incompleta e trascurata, è noto per aver dipinto molti nudi di donna... forse lui mi puo' spiegare la differenza tra nude e naked..... Le sue ambientazioni parlano chiaro, la vita va per il suo corso, ma quei dettagli volutamente fuorvianti, quelle bugie prospettiche trasmetterono un ulteriore senso di transitorietà e incertezza.. giusto per spezzare gli automatismi visuali e invitare alla contemplazione in autonomia, per suggerire sogno e realtà insieme. E poi i colori caldi della pittura stranamente non portano a indugiare o a vedere quei nudi come espressione di sensualità voluttuosa, ma come momenti privati, non passionali, pacificanti e liberi, sempre molto effimeri, privi di tensione, nè volgari nè "belli", isolati, come se ci fosse un'abbondanza di dolore domestico e surreale da qualche parte.. La donna nel bagno non è nè una ninfa nè una bagnante ammiccante, ma una donna a riposo in una stanza con qualche nastro di raso e taffetà. Non una rappresentazione della realtà, piuttosto una rappresentazione della percezione della realtà. Il piccolo particolare che genera una grande verità o tante piccole verità che generano un grande mistero....







Nel 1893, Bonnard incontra Maria Boursin in una via di Parigi. Aveva 26 anni ed aveva modificato il suo nome in Marthe de Méligny. Delicata, asmatica, ipocondriaca. Aveva cancellato così bene il suo passato che neppure Bonnard conobbe il suo vero nome fino al loro matrimonio celebrato di nascosto nel 1925, dopo trent' anni di convivenza. Un mese più tardi Renée Monchaty, che Pierre Bonnard conosceva da tempo e aveva inserito in diverse pitture, qualche volta con Martha (Young Women in the Garden) si suicida.

2 commenti:

Liliana ha detto...

certi suoi quadri ricordano Hopper, quella struggente solitudine

clochart ha detto...

si, quel grande assordante silenzio