4/20/2009

ci crediamo misteriosi ma... (tributo a Casanova di Fellini)


Un giorno mi innamorai dell'irrealtà, del mio uovo sentimentalmente povero dove ogni infatuazione finiva con un nulla di fatto a sfociare nel ridicolo, un continuo innamorarsi della passione, sempre in bilico fra la verità del dolore dei fallimenti quotidiani e il sogno quasi vero della felicità e dell'amore...


Un appartamento che è anche l’atelier d’una sartoria femminile. Ci sono mucchi di vestiti e di stoffe, ed anche qualche manichino che solleva qua e là la sua testa calva, o agghindata con una parrucca. La padrona anziana grassa, quasi calva (ha una piccola parrucca di sghimbescio) accoglie Casanova e Righellini, mostrando la casa con ampi gesti.
Casanova improvvisamente è attratto da una specie di manichino, che non è un manichino, ma una ragazza immobile, bianca come la cera, a occhi chiusi. Le si avvicina incantato.
Oh che bella statua. Ma l’artista avrebbe dovuto colorarla.
Due ragazzette, sorelle della ragazza pallida, scoppiano a ridere maliziosamente.
La ragazza pallida (Annamaria) schiude gli occhi e sorride.
La madre sospira, con aria di tribolazione.
Righellini tocca e palpeggia la ragazza come una vera statua. Le bisbiglia qualcosa all’orecchio. Poi scuote la testa e sospira.
La ragazza pallida ha già richiuso gli occhi: come riassorbita in una dimensione lontana, soltanto sua.

4/18/2009

fluxus esiste



Trascorrere la vita sulle spiagge dell'arte, a esplorare le pozze di dada, tra scogli di fluxus, costruire muretti di surrealismo e nouveau réalisme per imbrogliare le onde, nuotare senza peso al di sotto della superficie delle onde new dada e rimirare l'affollato e policromo panorama della barriera corallina, dove una rete di comunicazione tra disadattati vive di inconscio, esistenzialismo disperato, spiritualità, esaltazione delle cose banali, spiazzamento per la puntuale casualità, sberleffo verso l’unicità e irriproducibilità dell’opera. E' sempre tempo di avanguardia, ancorchè sotto forma di ricerca individuale, per una critica o direttamente per la lotta, la resistenza all'ottenebramento delle coscienze e contrapposizione della sur-realtà alla società dei succhiacervelli

combattere l'arte con l'arte

« Prendete un giornale. Prendete le forbici. Scegliete nel giornale un articolo della lunghezza che desiderate per la vostra poesia. Ritagliate l'articolo. Ritagliate poi accuratamente ognuna delle parole che compongono l'articolo e mettetele in un sacco. Agitate delicatamente. Tirate poi fuori un ritaglio dopo l'altro dispondendoli nell'ordine in cui sono usciti dal sacco. Copiate scrupolosamente. La poesia vi somiglierà. Ed eccovi divenuto uno scrittore infinitamente originale e di squisita sensibilità, benché incompresa dal volgo. »
(Tristan Tzara - per fare una poesia dadaista)

Dopo le boring postcard...la boring poetry

Prendete una poesia noiosa... di quelle....."chi mi solleverà allora dall'opprimente angoscia.. e quale luce illuminerà il mio cammino? .........In te ho scoperto l'immensità del cielo.... " tagliate le varie righe in striscioline e ancora in vari pezzetti da ricomporre a proprio gusto... in un collage più reale del reale
Il procedimento implica l'essere severi e crudeli, puri ed onesti con l'opera che si sta preparando e che verrà introdotta tra gli uomini.
BORING POETRY N.1 - ringrazio Giusy V.
Solo la fresca innocenza del
cuore sospeso in giorni festanti
potè scacciare un'alba incredula
Ho asciugato con le mie piccole mani
l'inverno senza ritorno
Ti guardo
gli occhi fioriti di azzurro e di purpurei fiori.
I tuoi occhi agili rapiti da un futuro immenso.
Tu versasti la tua primavera nel mio sorriso