10/27/2009

il prima, il dopo, senza trascurare il durante - cooperative collage da Lanci a Linda -

Il collage, l’inattendu....
Uno stato di assoluta fiducia, sicurezza e impunibilità, altrimenti inesistente nella vita conscia...
La perfetta arrendevolezza

“Vivere è atto, e le sue lettere hanno il solo senso del delirio di un coleottero riverso. Vita uguale azione di succhiare dal futuro attraverso il sifone ombelicale: percepire, cioè essere modificati, rinfilati, rigirati come un guanto parziale; essere percepiti anche, vale a dire modificare, protendere tentacolarmente il proprio corno ameboide. Poiché e dunque è noto che i contrari siano identici” (JARRY, “Essere e vivere”, p. 24).
Cos’è la semplicità? Silenzio. “Non ha bisogno d’essere semplice, bensì d’una complessità ristretta e sintetizzata”. È chiaro? Bene. Sappiate che è bene scrivere una teoria dopo l’opera: ma leggerla prima dell’opera è fondamentale. Del resto, come Jarry insegna, “Vivere è il carnevale dell’Essere” (p. 25).
Al principio era il Pensiero? o al principio era la Azione? Il Pensiero è il feto dell’Azione o piuttosto l’azione ormai giovane.  ALFRED JARRY essere e vivere

10/25/2009

Charles Simic NEGOZIO DI LIBRI USATI used book store

una cartolina di Cape Kennedy in Florida, una di Lecce Rione S.Rosa, una di Jan Saudek, e libri: morte a credito di Céline, il ballo del conte D'Orgel, il manuale di Paperinik = € 4.00
come è possibile distaccarsi dagli oggetti, così generosi in suggestioni...

NEGOZIO DI LIBRI USATI
Gli innamorati si tengono per mano in romanzi mai aperti
Manca la pagina con la ricetta di crema di cetrioli
Un uomo morto racconta che trascorse un’infanzia felice in campagna
E trasvolò in pallone sopra il lago Erie
All’improvviso un colpo d’aria mi chiude il suo libro
tra le mani,
mentre un filosofo domanda come sia possibile
sostenere la dottrina teologicamente ortodossa
dell’eterna punizione dei dannati.
Vediamo. Potrebbe esserci della sabbia tra le pagine
di una guida dell’Egitto o perfino una pulce morta
la quale una volta morsicò il sedere alla misteriosa
Abigail
che ha scarabocchiato per sfida il suo nome con una matita per gli occhi.

USED BOOK STORE
Lovers hold hands in never-opened novels.
The page with a recipe for cucumber soup is missing
A dead man writes of his happy childhood on a farm
Of riding in a balloon over Lake Erie.
A sudden draft shuts his book in my hand
While a philosopher asks how is it possible
To maintain the theologically orthodox doctrine
Of eternal punishment of the damned?
Let’s see.There may be sand among the pages
Of a travel guide to Egypt, or even a dead flea
That once bite the ass of the mysterious Abigail
Who scribbled her name teasingly with an eye pencil.



10/16/2009

Edward Hopper (1882-1967) – cio' che non si puo' attendere è atteso

Hopper indifferente alla pittura rivoluzionaria di Cezanne e Picasso, si è ispirato alla generazione precedente di Manet e Degas. Eppure Bréton lo ha defnito l'unico surrealista americano. Attraverso la pittura sembra essersi posto sempre la stessa domanda: Cosa ce ne facciamo del tempo e cosa fa il tempo a noi? Una figura impassibile occupa una stanza nuda, sottovuoto, uno spazio asettico che sembra tenerla al riparo dal dramma e dall’emozione. La sensazione è quella di assistere ad un avvenimento che non accade, dove è netta separazione dell’uomo dalla donna, della civiltà dalla natura, dei cittadini dalla loro città, del dentro dal fuori.Questa frattura interno-esterno si riassume nella finestra, allegoria di apertura sul mondo e chiusura in se stessi, fonte di angoscia nonostante una illusoria trasparenza. E' evidente l'incomunicabilità tra noi stessi e un mondo esterno dove non succede niente, visione di orizzonti fuori campo e quindi proibiti. I personaggi di Hopper ignorano deliberatamente che c'è qualcuno che guarda, negando così la loro solitudine, che in questo modo diventa la nostra.
In una atmosfera di distanza dall’ambizione americana dove i paesaggi ricordano un po' quelli di De Chirico, e la luce quella di Vermeer, come unico interlocutore che si posa sulla notte dell’anima, i personaggi sono  intrapppolati nell'autismo dell'attesa di un mondo che forse non esiste, devono farsi compagnia da sè.
A Milano, fino al 31/01/2010 – Palazzo Reale
tutti i giorni 9.30-19.30 – lunedì 14.30-19.30 - giovedì 9.30- 22.30
Ingresso ridotto per alcuni teatri e Soci ACI, CTS, FAI, TOURING CLUB, Feltrinelli Carta Più, SKIRA, CRAL, ARCI, FNAC
Al Museo della Fondazione, a Roma, dal 16 febbraio al 13 giugno 2010 e poi a Losanna per l’estate 2010

10/09/2009

Potremmo scrivere al compagno Krushev chiedendogli di mandare una donna nello spazio




Valentina Tereshkova
Laika

Due donne nello spazio, alla ricerca loro malgrado di un'orbita parallela
là dove chiunque vorrebbe spedire i propri happy days...
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perchè amo BUZZATI
1957. La cagnetta Laika è lanciata nello spazio. Dino Buzzati scrive...

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Ci affidiamo a questo articolo, d'annata, di Dino Buzzati. Qui, lo scrittore risponde a un letterato che immaginava una Laika tutta contenta di.. "fare la pipì su una stella".

Illustre signor De Madariaga,
abbiamo letto, col piacere che può dare l'ingegnoso ed elegante scherzo di un gran signore della cultura europea qual è lei, l'elzeviro pubblicato martedì scorso dal 'Corriere della Sera', nel quale s'immagina un dialogo fra la cagnetta Laika chiusa nel satellite in volo e un'oscura cagnetta britannica… Laika non trova crudele che gli uomini l'abbiano scaraventata in cielo con lo sputnik, anzi se ne compiace altamente e si sente presa nella parte di pioniere…
Ebbene, illustre De Madariaga, con tutta la considerazione che lei merita, ho il sospetto che lei stavolta si sia lasciato un po' prendere la mano dalla letteratura…
Immaginare, come fa lei, che il tremendo compito assegnatole inorgoglisse ed esaltasse Laika, è sinonimo di assurdo.
Laika felice di esplorare gli spazi per prima? Laika ebbra di velocità? Laika soddisfatta di "non fare nessuno sforzo per respirare"? Laika compiaciuta del perfetto battito cardiaco?..
Ma nessuno venne, nessuna mano le accarezzò le gola, i suoi lamenti non furono percepiti dai perfetti apparecchi degli osservatori sovietici. Dio solamente li udì, povera bestiola. Altro che cupidigia della scienza!
Del resto… le è sfuggita, proprio alla chiusura dell'articolo, una svista sintomatica. Niente di grave, intendiamoci. Un infortunio zoologico di minuscola rilevanza.
Là dove la "sua" Laika dice: "Pensa, una cane che per anni si è contentato di alzare la zampa posteriore contro un lampione a gas ora può far lo stesso contro una vera stella!"
L'immagine è brillante e patetica… Ma purtroppo è sbagliata. Mai, in vita sua, la cagnetta Laika alzò una zampa contro lampioni, muri o prati. Occorre forse aggiungere il perché?

Dino Buzzati, "Corriere dell'Informazione", 16-17 novembre 1957

Cosmonauta Trailer

10/01/2009

"in quel preciso momento" un libro fu acquistato alla libreria Atalante di Milano

da "Gruppo fotografico" racconto breve di D.Buzzati

Rappresenta le allieve della seconda classe al Collegio Cesarini riunite nel cortile. La vecchia l’ha trovato per caso in fondo ad un cassetto. E si diverte a esaminarlo. C’è anche lei, naturalmente, in prima fila, con le trecce. Le sue compagne! Credeva di averle perdute per sempre e invece eccole là tra le sue mani, disposte in tre file, scalarmente, e non possono fuggire.

“Sentiamo tu, lassù a destra, la prima, in piedi sulla sedia. Ah, sei tu, Ada, sì tu, dimmi: perché sorridi?”
“Non saprei, signora. Perché sorrido? Ma tutte sorridiamo, tutti sorridono quando ci si fa la fotografia”.
...
“E tu, Robertina, perché sorridi? Anche a te pare così buffo?
“Non so.. ma sempre nelle fotografie bisogna sorridere, l’ho sentito dire.. Forse è per dare più buona impressione. Gi altri, vedendo, penseranno che si è felici e contente. ìnsomma se si hanno dei dispiaceri è meglio tenerseli per sé... »
« I dispiaceri, i dispiaceri, che parola grossa. E tu, Lucietta, mi sapresti rispondere: perché sorridi? »
« Se vuoi proprio saperlo, signora, mi è venuto da ridere pensando alle orecchie della Paola, quella che è in terza... Sa? Noi ci abbiamo fatto l'abitudine, ma chissà come verranno fuori in fotografia quelle due ventole... « Sorridete tutte per poco, a quanto pare. E tu, bella Cristina, mi vuoi dire perché sorridi? »
« O Signora, qui c'è la Franca che mi scherza...

« E tu, Maddalena, contessina, se non sbaglio, sorridi o non sorridi? »
« Eh, mi guardi, signora, deve giudicare lei se sorrido... »
« Non vedo, c'è una macchiolina che ti nasconde proprio la bocca... »
« La cancelli, signora. Cosi vedrà se sorrido o no. »
« Non si può cancellare, avrà almeno cinquant'anni questa macchiolina... quasi vecchia come me... perché io sono vecchia... E allora, coraggio bambine..., non mi avete ancora riconosciuta? »
« La nuova direttrice? »
« Macché direttrice! Una di voi sono. La Luisa sono! Non le assomiglio proprio niente?... Sono la Luisa, ecco, e mi ricordo di tutte voi... Sorridete? Ah, sorridete?... Ma lo sapete o no quante di voi sono ancora vive oggi?...
C'è qualcuna che lo vuoi sapere?... Tacete? Avete dunque paura di saperlo?... Ve lo dirò allora............."
CONTINUA