
1/25/2008
tribute to dora maar, 1935

1/14/2008
gli amanti asimmetrici

.....amanti lunghi dai piaceri segreti, amanti lunghi modellati nelle lenzuola, filante vapore insensibilre all'avvenire diviso, siete il prodotto elevato dei vostri cedimenti ancora integri ,virtuosi dello slancio, visionari inafferrabili....fianco a fianco dormite l'odissea dell'amore, passeggeri del sogno asimmetrico .....
René Char
1/13/2008
col corpo capisco
Infranto il muro del silenzio e della circospezione (in cui non è mai chiaro chi essere e non essere) rivelatisi i confini fra i ruoli una obsoleta convenzione, allagati da angosce e bramosie, mettere in scena i desideri sottratti alla coscienza per mettere in crisi la cristallizzazione delle funzionivenus restaurée 1936 man ray

marcel marien 1945
muta e cieca, eccomi, vestita di pensieri che tu mi presti

Liberarsi del peso dell’evento traumatico o sistematizzarlo per tesaurizzarlo? Il tema è, spesso, quello di riempire un vuoto insostenibile, un vuoto-lutto, la perdita dell’oggetto amato. Lea Vergine · Il corpo come linguaggio
annette messager truqueuse 1975
gina pane Deirdre 1940 dorothea tanning


Unica 1958 Hans Bellmer
di volta in volta una nuova persona, nessuno.

history of nothing jiri kolar 1962
Le testimonianze di sé, della propria vita, l’intera sfera del privato vengono impiegate come materiale di repertorio. Tutto diventa recuperabile: una qualunque azione di un qualsiasi momento di una qualsiasi giornata; le proprie foto, le radiografie; la propria voce; tutti i possibili rapporti con gli escrementi e con i genitali; ricostruzioni di fatti del proprio passato o messe in scena di sogni; l’inventario degli incidenti di famiglia; la ginnastica, la mimica e le acrobazie; le percosse e le
presente che lo fugge. Questo significa che esso è, ad un tempo, punto di vista e punto di partenza: un punto di vista o un punto di partenza che io sono e che insieme oltrepasso verso ciò che ho da essere” (J. P. Sartre)1/09/2008
quali libri hanno sottolineato le nostre matite...?Di fronte o di profilo?
Ma soprattutto cos’è un oggetto?
Forse un oggetto è un legame che permette
Di passare da un soggetto all’ altro
Di vivere in società e stare insieme
Ma poiché i rapporti sociali sono sempre ambigui
E il pensiero divide come unisce
E le parole uniscono per quello che esprimono
e separano per quello che omettono
c’è un grande abisso
la mia certezza soggettiva dalla verità
Poiché so di essere innocente
Anche se mi sento innocente
Poiche' ogni evento trasforma la mia vita quotidiana
Poiche' sbaglio a comunicare a capire
Ad amare ed essere amato
Poiche' ogni fallimento mi confina nella solitudine poiche’
Poiche non posso sottrarmi all’obiettività che mi schiaccia
Né alla soggettività che mi esilia
poiche non posso innalzarmi fino all’essere
Né cadere nel nulla
Devo ascoltare devo guardare
Intorno a me più che mai
Il mondo, il mio simile, mio fratello
MONOLOGO DI UNA VOCE FUORICAMPO DI “DUE O TRE COSE CHE SO DI LEI” UN FILM DI JEAN-LUC GODARD
1/04/2008
Ecco è finita neanche una stagione neppure stavolta ho avuto il tempo di portare qualcosa a compimento il mio sogno del circo, dieci anni, un bel ricordo questa sera è l'ultima c'è anche la luna piena, la trapezista si rompe l'osso del collo. Spesso parlo da sola solo per imbarazzo in momenti come questi,il tempo guarirà tutto, ma che succede se il tempo stesso è una malattia,come se qualche volta ci si dovesse chinare per vivere ancora... vivere, basta uno sguardo, il circo mi mancherà è buffo non sento niente, è la fine e non sento niente, devo disabituarmi ad avere cattiva coscienza quando non sento niente, come se il dolore non avesse un passato, tutta la gente che ho conosciuto che resta e resterà nella mia memoria finisce sempre proprio quando sta per cominciare. finalmente fuori in città, chi sono io, chi sono diventata? la maggior parte del tempo sono troppo cosciente per essere triste. ho aspettato un'eternità che qualcuno mi dicesse una parola affettuosa poi sono andata all'estero qualcuno che dicesse ti amo tanto come sarebbe bello devo solo alzare la testa e il mondo si apre davanti ai miei occhi mi sale nel cuore. quand'ero bambina volevo vivere su un'isola, una donna sola, potentemente sola
1/03/2008


(Elogio dell’infanzia, di Peter Handke)- Song of childhood -
Quando il bambino era bambino,camminava con le braccia ciondoloni,voleva che il ruscello fosse un fiume,il fiume un torrente e questa pozzanghera il mare.
Quando il bambino era bambino,non sapeva di essere un bambino,per lui tutto aveva un’anima e tutte le anime erano un tutt’uno.
Quando il bambino era bambino non aveva opinioni su nulla,non aveva abitudini,sedeva spesso con le gambe incrociate,e di colpo si metteva a correre,aveva un vortice tra i capelli e non faceva facce da fotografo.
Quando il bambino era bambino,era l’epoca di queste domande:perché io sono io, e perché non sei tu? perché sono qui, e perché non sono lì? quando comincia il tempo, e dove finisce lo spazio?la vita sotto il sole è forse solo un sogno? non è solo l’apparenza di un mondo davanti al mondo quello che vedo, sento e odoro? c’è veramente il male e gente veramente cattiva? come può essere che io, che sono io, non c’ero prima di diventare, e che, una volta, io, che sono io,non sarò più quello che sono?
Quando il bambino era bambino,si strozzava con gli spinaci, i piselli, il riso al latte,e con il cavolfiore bollito,e adesso mangia tutto questo, e non solo per necessità.
Quando il bambino era bambino,una volta si svegliò in un letto sconosciuto,e adesso questo gli succede sempre.Molte persone gli sembravano belle,e adesso questo gli succede solo in qualche raro caso di fortuna.
Si immaginava chiaramente il Paradiso,e a
Quando il bambino era bambino,giocava con entusiasmo,e, adesso, è tutto immerso nella cosa come allora,soltanto quando questa cosa è il suo lavoro.
Quando il bambino era bambino,per nutrirsi gli bastavano pane e mela,ed è ancora così.
Quando il bambino era bambino,le bacche gli cadevano in mano come solo le bacche sanno cadere,ed è ancora così,le noci fresche gli raspavano la lingua,ed è ancora così,a ogni monte,sentiva nostalgia per una montagna ancora più alta,e in ogni città,sentiva nostalgia per una città ancora più grande,ed è ancora così,sulla cima di un albero prendeva le ciliegie tutto euforico,com’è ancora oggi,aveva timore davanti a ogni estraneo,e continua ad averlo,aspettava la prima neve,e continua ad aspettarla.
Quando il bambino era bambino,lanciava contro l’albero un bastone come fosse una lancia,che ancora continua a vibrare.
a Verona abitano ancora Romeo e Giulietta

Ecco l'Oriente e Giulietta è il Sole. Alzati, dunque, o vivo sole e spegni la luna fioca, pallida di pena, che ha invidia di te perché sei bella più di lei. Oh, è lei, la mia donna, ma non lo sa ancora. Guarda come posa la guancia sulla mano!
Pellegrino non disprezzare la tua mano che ha dimostrato solo devozione perché i santi hanno mani che toccano palmo contro palmo, questo è il bacio dei santi.
nouvelle vague
Let's dance little stranger
Show me secret sins
Love can be like bondage
Seduce me once again
.........
Take a chance with me
In my world of fantasy
Won't you dance with me
Ritual fertility












