11/29/2008

profondità 45 - Michelangelo al lavoro


Un macchinario moderno modernissimo nelle mani dell'artista cerca di trasportare su materiali industriali, con la tecnica dell'aerografia digitale, quanto di più aereo e contemporaneamente antieffimero possa esistere: collages strato-sferici, disegni in ebollizione, scritte anticheggianti..... L'arte di buonavoglia o di malavoglia si insinua tra tecnologia e industria......

50 artisti internazionali in mostra
fino al 12 dicembre 2008 - lu-ve dalle 15 alle 19 Palazzo Atena,
Via Assietta 25 - Torino

Ideato e curato da Ruggero Maggi
Incontri del cuore: .... Ruggero Maggi ..... Carla Bertola .... Alberto Vitacchio ..... Antonino Bove .... Fernanda Fedi .... Gino Gini ..... e sul regionale TO-MI delle 21.50....Grazia Chiesa della Galleria D'Ars di Milano

11/27/2008

Tribute to Hans Christian Andersen



Tutte le ragazze
che portaron scarpette rosse
salirono su un treno che non si fermò.
Sfrecciarono fra corteggiatori
senza fermarsi alle stazioni.
Ballarono
come trote appese all'amo.
Con loro si giocò.…
E i piedi-oddio al mercato i piedi-i piedi loro, scarafaggi
verso un angolo sgusciati,
balzarono poi danzando baldanzosi.
La gente esclamò: "Di certo!Di certo v'è automatico congegno. Se no…".
Ma i piedi continuavano.
I piedi non riuscivano a fermarsi.
Caricati a molla come un cobra che ti fissa.
Due elastici tirati al punto di spezzarsi.
Due isole durante un terremoto.
Due navi in collisione, e affondano......
..................


Anne Sexton – from the poem "the red shoes"




All those girlsWho wore the red shoes,Each boarded a train that would not stop.Stations flew by like suitors and would not stop.They all danced like trout on the hookThey were played with...............And their feet---oh God, their feet in the market place---Their feet, those two beetles, ran from the cornerAnd then danced forth as if they were proud.Surely, people exclaimed,Surely they are mechanical. Otherwise…But the feet went on.The feet could not stop.They were wound up like a cobra that sees you.They were elastic pulling itself in two.They were islands during an earthquake.They were ships colliding and going down................

11/25/2008

Il finire del giorno


Lei gioca come una bambina
e penitenza è il gioco,
fantastico e selvaggio
perchè il finire del giorno
le mostra che qualcuno molto presto
uscirà dalla casa e le dirà -
sebbene il gioco sia giunto solo a mezzo -
"Entra, e smetti di giocare".
William B.Yeats

11/24/2008

paura e avventura, tirocinio per esseri fragili


troverei
un modo
incomparabilmente
abile e lieve
un modo
che entrambi
potremmo comprendere,
semplice
e
senza
fede
come un sorriso
e
una stretta di mano

T.S. Eliot

un sogno a validità illimitata

La vita è una fiaba dove non ci sono regole, nè buoni nè cattivi, dove alto e basso non significano nulla, fino a sciogliersi nell'universo inafferrabile di un parco giochi, di un giardino delle delizie, del buco nel terreno del coniglio di Alice, dove passione e innocenza si divorano a vicenda, dove si ha paura di tutto e di nulla, e si mangia qualche frutto buonissimo anche noi
.
.
Venne il coniglietto
venne tra le inamidate e arricciate gale,
venne nella casina senza macchia dell'ospite in attesa,
vide la coltre candida e ben tesa
e sollevati i lembi
li rincalzò intorno alla sua anima coricata e indifesa
.
.
E' sogno?
E' desiderio?

11/23/2008

io sono un simulacro SELF PORTRAIT AS A DROWNED WOMAN (omaggio a Paul Celan)




Nella notte tra il 19 e il 20 aprile 1970, a Parigi, Paul Celan conclude la sua vita gettandosi nella Senna dal Ponte Mirabeau. La moglie Gisèle il giorno dopo, recandosi nell'appartamento dove viveva il marito dopo la separazione, in Av. Zola, comprende quanto era successo ritrovando l'orologio da polso del poeta, e ricordandosi quanto lui le aveva detto qualche anno prima: che il giorno in cui, appunto, avesse trovato quell'orologio, sarebbe stata la prova della sua scomparsa, della morte di colui che aveva amato per trent'anni, dell'uomo che, appena tre mesi prima, in una delle ultime lettere a lei indirizzate, così le si era rivolto: "non abbandonare il nostro livello (solitario); ti sarà di nutrimento".

Corona (Paul Celan)
L'autunno mi bruca dalla mano la sua foglia:
siamo amici.
Noi sgusciamo il tempo dalle noci e gli apprendiamo a camminare:
lui ritorna nel guscio.
Nello specchio è domenica,nel sogno si dorme,
la bocca fa profezia. Il mio occhio scende al sesso dell'amata:
noi ci guardiamo,noi ci diciamo cose oscure,
noi ci amiamo come papavero e memoria,
noi dormiamo come vino nelle conchiglie,
come il mare nel raggio sanguigno della luna. Noi stiamo allacciati alla finestra, dalla strada ciguardano:
è tempo che si sappia!
È tempo che la pietra accetti di fiorire,
che l'affanno abbia un cuore che batte.
È tempo che sia tempo.
È tempo.

Nel 1988 Peter Greenaway girò un ipnotico cortometraggio intitolato "I morti della Senna". Era andato a frugare tra le carte di Monsieur Daude e Monsieur Bouille, impiegati della morgue parigina che annotarono nomi, professione, effetti personali, abbigliamento, probabili cause del suicidio relative a 300 cadaveri ripescati dal 1795 al 1801. Il regista di "Drowing By Numbers", di "The Falls", di "Lo zoo di Venere" – rispettivamente: annegamenti, collisioni fatali con volatili, putrefazione – sceglie trenta casi, stende gli attori sul marmo, ne perlustra i corpi con la macchina da presa, mentre la voce fuori campo si concede qualche commento ironico, giacché la morte (come ogni cosa seria e irrimediabile) va maneggiata con il dovuto distacco. Gli aveva suggerito l'idea "L'autoritratto da annegato" messo in mostra nel 1840 dal pioniere della fotografia Hippolyte Bayard (intendeva protestare contro il rivale Daguerre, che si era attribuito il merito dell'invenzione).
"Questo che vedete è il cadavere di Bayard inventore del procedimento che avete appena conosciuto e di cui finirete con l'apprezzare i meravigliosi risultati. Ebbe molti riconoscimenti ma nemmeno una lira. Il governo, che ha fatto anche troppo per Daguerre, ha detto di non poter fare nulla per Bayard, che si è gettato in acqua per la disperazione. Oh, umana inconstanza! artisti, scienziati e giornalisti non vanno nemmeno a riconoscerlo all'obitorio, e nessuno lo reclama. Passiamo avanti... per non offenderci l'olfatto: avrete infatti notato che questo signore comincia a puzzare...."

11/21/2008

Punto di osservazione dal piano di sotto o dal piano di sopra della vita


Come parlare di queste “cose comuni”, o meglio, come braccarle, come stanarle, come liberarle dalle scorie nelle quali restano invischiate; come dar loro un senso, una lingua: che possano finalmente parlare di quello che è, di quel che siamo.
Forse si tratta di fondare finalmente la nostra propria antropologia: quella che parlerà di noi, che andrà a cercare dentro di noi quello che abbiamo rubato così a lungo agli altri. Non più l’esotico, ma l’endotico.Interrogare quello che ci sembra talmente evidente da averne dimenticata l’origine. Ritrovare qualcosa dello stupore che potevano provare Jules Verne o i suoi lettori di fronte a un apparecchio capace di riprodurre e trasportare i suoni. Perché è esistito,questo stupore, e con esso, migliaia di altri, che ci hanno plasmato.Ciò che dobbiamo interrogare, sono i mattoni, il cemento, il vetro, le nostre maniere a tavola, i nostri utensili, i nostri strumenti, i nostri orari, i nostri ritmi. Interrogare ciò che sembra aver smesso per sempre di stupirci. Viviamo, certo, respiriamo, certo; camminiamo, apriamo porte, scendiamo scale, ci sediamo intorno a un tavolo per mangiare, ci corichiamo in un letto per dormire. Come? Dove? Quando? Perché?Descrivete la vostra strada. Descrivetene un’altra. Fate il confronto.
Fate l’inventario delle vostre tasche, della vostra borsa. Interrogatevi sulla provenienza, l’uso e il divenire di ogni oggetto che ne estraete.
Esaminate i vostri cucchiaini.
Cosa c’è sotto la carta da parati?
Quanti gesti occorrono per comporre un numero telefonico? Perché?
Perché non si trovano le sigarette in drogheria? Perché no?
Poco m’importa che queste domande siano frammentarie, appena indicative di un metodo, al massimo di un progetto. Molto m’importa, invece, che sembrino triviali e futili: è precisamente questo che le rende altrettanto, se non addirittura più essenziali, di tante altre attraverso le quali abbiamo tentato invano di afferrare la nostra verità."

da Georges Perec, l’infra-ordinario

11/15/2008

nouveaux réalistes, un movimento molto molto milanese. omaggio a Pierre Restany

Il giorno in cui Marcel Duchamp ci ha mostrato l'altra faccia dell'arte dentro l'orinatoio ha anche svoltato bruscamente in una strada piena di meraviglie, tenendo il piede a tavoletta sull'accelleratore, come fece più o meno Picasso prima di lui..... Sulla scia delle radiose sensazioni convergenti e aleatorie che fanno vacillare e sentire in mezzo alla vita, con tutta la felicità e la disperazione del qui e ora.... Pierre Restany (1930 - 2003) fondò con 13 artisti nel 1960 presso la galleria Apollinaire di Milano, il NOUVEAU REALISME, un'affermazione ulteriore del plusvalore, del "valore più" degli oggetti e dei gesti che creano l'azione, accorciando di botto la frustrazione e lo scarto che si formava sempre più tra l'arte e l'evoluzione della società.

Christo



Una mostra al PAC ricorda questo movimento con nuove opere dal 1970 ad oggi (con esclusione degli artisti Yves Klein e Martial Raisse) PAC Padiglione d'Arte Contemporanea Via Palestro 14 , Milano fino al 1 febbraio 2009 - lunedi' 14.30 - 19.30 martedi' - domenica 09.30 - 19.30 Giovedi' 09.30 - 22.30 Biglietti - 5,00 intero - 3,00 ridotto (tessera COOP e altre)








Gérard Deschamps






Jean Tinguely







Cosa rimane di quelle performance del novembre 1970 in Galleria e in Piazza Duomo, ove si festeggiava il decennale della nascita del movimento, ma anche la sua morte, messe in atto da Yves Klein, J.P. Villeglé, Mimmo Rotella, Niki de Saint Phalle, Martial Raisse, Arman, César, Christo, Gérard Deschamps, Francois Dufrène, Raymond Haine, Daniel Spoerri, Jean Tinguely, oltre a qualche foto di belle cose nella nebbia e ad una bellissima installazione ambientale di Arman ("prova d'orchestra") che si sta sgretolando al Parco Sempione di Milano?

a clockwork performance


tutti i giorni dalle 10 alle 20 ingresso libero....


Dall'11 novembre al 14 dicembre 2008 la Fondazione Trussardi presenta la prima grande mostra personale in Italia di Tino Sehgal nelle sale di Villa Reale, Via Palestro 16 Milano, sede della Galleria d’Arte Moderna. Tra le opere di Antonio Canova, Andrea Appiani e Medardo Rosso, strane sorprese e custodi impazziti!

11/08/2008

date da mangiare alle tartarughe



i visionari fanno cose eccentriche per curare le malinconie - Diane Arbus






























































































11/07/2008

ritratto di Viola

l'assenza di controllo ...che ne contiene il distillato... è lo sguardo personale. Olio di Barbara