7/27/2007

C.T.

Carlo Torringhelli, 1909 – 1983, C.T., una persona ammirevole, convinta di quello che scriveva e alla ricerca di una continua sintesi del pensiero. Un profeta di strada con il marchio forte della vita e della morte che comunicava attraverso la vernice sulle pagine d'asfalto dei marciapiedi: profezie, ammonimenti, verità rimosse, la sua memoria, il presente e l’immaginario di più generazioni con la semplice lingua di chi sa riconoscere ed indicare che il grande fratello è nudo. Erano grida d'allarme contro l'indifferenza, mosse da un sentimento di affetto verso la metropoli e il suo popolo bue.

- Il clero uccide con l’onda
- Popolo bue
- Chiesa assassina uccidi con l’onda,
- il clero uccide con l’onda. Milioni di morti in Italia,
- le religioni del mondo odiano l’animale e lo torturano a morte.
- Nel clero esistono impianti a onde che torturano, rovinano, uccidono da lontano.
- La chiesa ha 72 religioni, 72 menzogne e l’uomo per sopravvivere deve urlare la verità, deve smascherare l’onda.
- bastardi fate sterminare i gatti perchè volete che la gente vivono con i topi
- radio e televisione basta versi da gorila ma cultura
- ragionare con la mente si, ragionare con le armi no
- nel mondo troppo e troppi poveri scende nella fossa prima del tempo che viene negata la cur adi valore
- nel mondo da quando c'è mondo i potenti disumani la verità l'hanno sempre assassinata
- parassiti disumani oltre la lingua nazinale una lingua mondiale di intesa dei popoli
- si sta assassinando la libertà di opinione che costa dolori e sangue civile
- quell'incosciente che nasce pensando solo a sè non è degno della vita ma solo della morte
- la mia religione è il bene che faccio, altro è tutto fango
- chi morsica non è il cane, chi morsica è l'uomo
- nel mondo risolverete tutti i problemi dell'umanità soltanto e soltanto quando vi farete padroni e lavoratori autogovernati . potere operaio


Intuitività ispirata, la febbre dei raggi e le paure del primo 900 sono gli ingredienti base del suo pensiero iniziale. Nel secondo dopoguerra invece la continuità dell’onda assassina è data da un CT in bianco e nero, formato da 625 righe orizzontali ripetute 25 volte al secondo. La denuncia di un’onda mortifera che uccide.

“A Laveno, dove sono nato, tenevo sempre discorsi al circolo ferrovieri, là erano più sprovveduti, e mi toccava spiegare tutto. La chiesa era matrigna e portava via l’oro alle gente. Ho visto una volta un corteo di carrettini pieni d’oro, erano i fedeli che li portavano dal parroco perche’ l’aveva chiesto. La chiesa possiede case, terre, cinema e campi di fotbal e tiene ignoranti le persone. Una centralità inaccettabile. Poi anche il fascismo ha copiato dalla chiesa e ha chiesto l’oro per la patria. “

Poi prese il treno delle ferrovie nord, venne a milano, abitava in via Palermo e faceva il marmista. Al circolo del PCI faceva discorsi, subentrò l’ossessione, i suoi monologhi, piccoli pezzi di un cabaret da agit-prop. CT evocava immagini inquietanti, onde e impianti, parlava di chiesa e politica, provocava ed era provocato, dava spettacolo e questo essere un po’ fuori, disarmava chi lo stava ad ascoltare.

Lo misero in manicomio sfondando la porta anche se non potevano farlo, era un periodo che di notte urlava. Poi cominciò a girare con il triciclo e ad usare la vernice, mezzo di propaganda scritta da attuare sul tardi per non incontrare i vigil; i soldi della pensione li spendeva in cibo per oche, anatre, piccioni gatti e per i suoi tre cani, La Bella, L’Umanità, L’Amore (con l’articolo).
Le sue scritte non erano afone, sovente accompagnate dal vocione del CT che sembrava scegliere luoghi acusticamente in grado di amplificare il messaggio, anche usando megafoni artigianali ricavati da fogli di cartone arrotolati ad imbuto. A scrivere per terra anziché sui muri, c’è una intrinseca volontà di andare a beccare quelli che camminano con la testa abbassata, la tesya bassa del popolo bue, i bastonati,quelli che non vogliono vedere niente e nessuno, quelli che hanno paura. Col passare degli anni usciva di pomeriggio, riducendo il suo raggio d’azione a largo la Foppa, Arena, Castello, Parco, Acqua Marcia. L’autunno dell’83 nella milano di Tognoli cominciava a tirare l’aria degli anni ottanta, un qualcosa di velenoso che dagli impianti del garofano milanese irradiava l’Italia coll’onda lunga socialista. A 74 anni si ritrovava a pedalare il suo triciclo sulle strade di una Milano colorata con il sistema PAL e forse il suo assedio di scritte al Castello era il lucido presentimento che nella città della Bissa stava crescendo il futuro padrone delle onde.


A novembre del 1983 fu trovato morto in casa probabilmente per collasso.

“Alla morte del sottoscritto il funerale deve essere civile, cioè di valore umano.
C.T.”
dal libro di Gian Luigi Re del Centro Studi Canaja (C.T. - L'onda assassina, coop il papiro - Sesto S. Giovanni, Milano, 1998 - ilpapiro@iol.it)

7/26/2007

pubblicità progresso

MILANO - il tormentone del metro


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PARIGI - quando le parole vogliono essere scritte per esistere


PRENEZ VOS DESIRS POUR DES REALITES - considera reali i tuoi desideri


POLLUTION VISUELLE - inquinamento visivo


AVIS DE REVE GENERAL - avviso di sogno generale (come "avviso di sciopero generale", rêve-grêve)

7/24/2007

Amsterdam m'a..muse





Non è questo d'altronde l'intrattenimento più nobile che ci offrono i libri? Farci brancolare nel buio agognando una nuova capacità di vedere, ascoltare, sentire, capire.....ipotizzare verità che altrimenti non avremmo avvertito, formulare interrogativi che non avremmo mai posto, scoprire una nuova comunanza di sentimenti e di intenti...Tutte cose che ci aiutano a vivere più degnamente













7/19/2007

tribute a Raymond Carver


11/07/07 - dando le spalle alla casa di Anna Frank

D'accordo
ho confuso Hyde park con Central Park
come quella volta
la fidanzata di Zorro con Anna Karenina
o Santorre di Santarosa infilato nel Rinascimento
a volte
per me è una partita persa
cercare di impedire a certe storie
di cadere in prescrizione
con i personaggi e tutto
Avrei voluto
possedere un certo talento
pedalare senza mani
a cavalcioni di una poltrona verde oliva
inventare nuove teorie delle dinamiche frattali del tempo
collezionare le croste delle ginocchia d'infanzia
Tutto gira intorno a una zona cava
una mangiadischi arancione
le prime parole tracciate a matita
sulle donne pastose di Bonnard.
Una vecchia giardinetta targata Minnesota
si ferma nel parcheggio
sotto la mia finestra

Beaubourg. Annette Messager –Les messagers - 16 giugno / 17 settembre 2007

Nella mostra retrospettiva di Annette Messager anche un filo di lana ondulato, che contiene il ricordo di un pullover, ci provoca disagio e familiarità............. L'universo domestico è colonizzato da spoglie.
La ballade de Pinocchio - Biennale Venezia 2005 -
Le avventure del burattino sono lo spunto per parlarci, in modo poetico, dell'atto creativo e del nostro percorso umano. Nel grande atrio del Pompidou, accoglie i visitatori pigramente allungato su un cuscino e trascinato attraverso una morbida massa di guanciali e di maschere spaventose che gli cadono quasi addosso dall'alto. Personaggio stretto tra l'umano e il non umano, la nostalgia e la libertà, la madre e la strada, il burattino incarna la tensione tra il mondo domestico e il suo rovescio ombroso, ciò che Freud agli inizi del secolo chiama il perturbante, sempre annidato nel rovescio della casa. È intorno a questa tensione che si forma una buona parte dei lavori di Messager.

Annette Messeger (1943) è artista e collezionista, e come tutti i collezionisti raccoglie intorno a sè gli oggetti legati alla vita, alla sensibilità, al rapporto con il mondo in una dimensione empatica ed emozionale, da cui attingere protezione, in definitiva… una maniera di allontanare la morte.

Messeger usa gli oggetti trovati, le loro trame, trasparenze, i peluches, gli animali impagliati, i resti insomma…..non solo come archivio di affetti, ma come accettazione del rischio e della fascinazione, catastrofe annunciata e seduzione perché, se lo vogliamo, tutto significa e tutto è sorprendente.

“la collection est rassurante, sans limite, jusqu’à la mort, de même qu’un objet réutilisé, multiplié, un mot repeté 100 fois n’a plus de signification.l Il n’est plus qu’un son, une image. »
E’ come in una casa o in una soffitta dove tutti gli oggetti sembrano familiari, amichevoli. Ci sono fiori, cartoline, divani con cuscini, pi all’improvviso si scopre o si ritrova qualcosa che ci spaventa, forse nascosto, perso o mai visto, un soprammobile rotto e incollato, lettere, un animale impagliato, una fotografia. Dei resti.

La ballade des pendus 2002 –
Pupazzi in peluche sobbalzano appesi a una rotaia cigolante che percorre il perimetro del soffitto, alla maniera di una giostra da fiera: corpi umani e teste di asino o di orso, salgono e scendono ciclicamente o sollevati da un filo, subito ricadono. Questi 'messaggeri' sono il nucleo del lavoro di Messager: il movimento di una memoria ancestrale per cui ciascuno riconosce le forme e i colori che popolano il mondo insieme familiare e feroce della casa. Fuori dai vetri del Beaubourg un accampamento di tende di clochard.



Una grande onda di fodera rossa che ricorda il racconto di italo calvino "il sangue, il mare" esce da una porta, si gonfia di un vento improvviso mentre sotto di essa, in trasparenza, si agita una vita misteriosa: luci si accendono e si spengono, si intravedono forme-meduse che si gonfiano e si sgonfiano, che appaiono e scompaiono, dall’alto scendono e risalgono da aperture quadrate nel soffitto delle sottili sagome nere Il vento pervade l'istallazione come l' impetuoso segnale di una burrasca, quasi il respiro di un mostro o il battito di un grosso cuore. Si è stregati da quello che per 10 minuti avviene nella stanza . Si è presi dentro a quest'onda rossa e il suo ritmo ipnotico ci da' la sensazione di essere sospesi in un tempo senza fine. Ma, inesorabile, un enorme orologio, che appare e scompare nel vano della porta, ci annuncia che il tempo concessoci sta per scadere.

Fables et récits – 1991
I peluches ci guardano ferocemente dalle stanze in penombra della nostra infanzia. E come da copione ci sopravviveranno, come i volumi "in famiglia" "senza famiglia" e "l'imboscata".....
Le repos des pensionnaires - 1971
Passerotti "pensionanti", morti impagliati vestiti con piccole maglie di lana, l’ora della passeggiata, l’ora del sonnellino, il momento delle punizione. Tra queste parole dell'infanzia e l'evidenza dei corpi svuotati dell'interno si affaccia il nodo dell'ambivalenza profonda di ogni legame materno o comunque “ferocemente protettore”. Gli animali impagliati, vivi e morti contemporaneamente, mantengono l’immagine della vita e anche trattengono quella della morte.
Cosa mi strazia in questa installazione? Il fatto che la pittura è atemporale, mentre l'installazione come la fotografia è tassodermia. legata a un istante sempre bloccato per l’eternità.
Nel boschetto davanti la Tour Eiffel, il 18/07/07 alle ore 00.30 un corvo morto giaceva ai piedi degli alberi, l’immobilità e la vicinanza lo rendevano ancora più grande e nero. Una mano pietosa gli aveva messo come copertina una piccola felpa rosa da bambino. . La delicatezza di questa attenzione evidenziante ancora di più uno struggente senso di lutto e ingiustizia della morte mi ha impedito di fargli una foto.

7/09/2007

Yann Tiersen - Rue Des Cascades

La vie rêvée des anges - 1998 di Erik Zonca. Storia di due amiche, un doppio ritratto femminile capace di raccontarsi con sensibilità e misura, ma anche... un'immersione in profondità tra le "truffe" dell'esistenza, con la consapevolezza di poter, forse, ricominciare ad "essere" da un'altra parte....

7/07/2007

altered book verde fritto legato con la corda a una fermata dell'autobus, in via Plinio













Alcune
città
orientali furono progettate per ingannare
il nemico
con
un groviglio di stradine intricate,
non così milano,
così poco appassionante per chi non ama i segreti finanziari, i finti scandali dei vip e le vetrine della moda, una città che trascina senza fascinazione il grigio dei suoi completi gessati
per le grigie strade
anche d'estate,
mostra i suoi grigi gesti
in cui sembra stampata
l’omertà
del male che l’invade,
indirizza i suoi sciami
in tetri sushi bar,
in tetri ipercinema,
intorno al dominio della volgarità.
Isolati paracadutisti
dell’"arte come vita"
talvolta
osano lasciare traccia,
…loro,
saprebbero ancora
fare a pugni per le cose dell’anima…